Pecore e capre sono animali rustici, abituati a cavarsela con poco. In molti allevamenti si fa ancora affidamento quasi esclusivamente al pascolo, pensando che basti. Ma quando si parla di animali da reddito, questa impostazione ha un costo che spesso non si vede subito: produzioni al di sotto del potenziale, animali più esposti alle malattie, cali di fertilità e agnelli o capretti meno vigorosi alla nascita.

Un’alimentazione ben strutturata, che integri il pascolo con mangimi formulati ad hoc, cambia i risultati in modo concreto. In questa guida vediamo cosa mangiano ovini e caprini, in cosa differiscono le loro esigenze e come scegliere il mangime più adatto.

Ovini e caprini: simili ma non identici

Pecore e capre appartengono entrambe alla famiglia dei ruminanti e condividono molte caratteristiche digestive. Entrambe hanno bisogno di fibra, energia, proteine e minerali. Ma chi lavora con questi animali sa bene che non sono intercambiabili.

Le capre sono più selettive nel pascolo, più curiose e tendono a preferire foglie, arbusti e piante arbustive rispetto all’erba bassa. Hanno un metabolismo vivace e rispondono molto bene a mangimi ad alta digeribilità. Le pecore invece sono più adattabili, pascolano in modo più uniforme e tollerano meglio diete meno concentrate, ma hanno esigenze specifiche soprattutto in gravidanza e durante l’allattamento degli agnelli.

Questa differenza si riflette nella formulazione dei mangimi: un prodotto pensato per le capre da latte non è detto che sia quello ottimale per una pecora in gestazione, e viceversa.

Cosa contengono i mangimi per ovini e caprini

I mangimi composti per piccoli ruminanti sono formulati per completare quello che il foraggio e il pascolo non riescono a fornire in quantità sufficiente. Gli ingredienti principali appartengono a queste categorie:

Cereali e fonti energetiche come orzo, mais e crusca di frumento, che forniscono l’energia necessaria per la produzione di latte, la crescita e il mantenimento della temperatura corporea nei mesi freddi.

Fonti proteiche come panello di soia o di girasole, indispensabili per la sintesi del latte nelle femmine in lattazione e per lo sviluppo muscolare degli agnelli e dei capretti in accrescimento.

Fibra strutturata, che sostiene la motilità ruminale e previene problemi digestivi come le acidosi, frequenti quando si aumenta troppo rapidamente la quota di concentrati nella razione.

Minerali e oligoelementi, con particolare attenzione a calcio, fosforo, rame, zinco e selenio. Negli ovini il rame va dosato con molta attenzione perché un eccesso è tossico per le pecore, a differenza delle capre che lo tollerano meglio.

Polpa di carruba, un ingrediente naturale che si trova in alcune formulazioni specifiche per piccoli ruminanti. Apporta zuccheri facilmente assimilabili, fibra solubile e tannini condensati che hanno un effetto positivo sulla flora intestinale e possono contribuire a ridurre il carico parassitario. IMAR trasforma direttamente il baccello di carruba siciliana in ingredienti zootecnici certificati: puoi scoprire di più nella sezione derivati della carruba.

Le fasi critiche dell’anno: quando il mangime fa davvero la differenza

In un allevamento ovicaprino ci sono momenti dell’anno in cui l’alimentazione diventa determinante per i risultati produttivi e riproduttivi. Conoscerli aiuta a pianificare meglio le scorte e le razioni.

Flushing prima della monta: nelle tre settimane che precedono la stagione riproduttiva, aumentare gradualmente l’apporto energetico con mangimi concentrati stimola l’ovulazione e può aumentare il numero di gemelli. È una pratica consolidata che molti allevatori usano con risultati tangibili.

Gravidanza avanzata: nell’ultimo mese e mezzo di gestazione, il feto cresce rapidamente e occupa spazio nello stomaco della madre, riducendo la sua capacità di mangiare foraggio. In questo periodo i mangimi concentrati diventano fondamentali per evitare la tossiemia da gravidanza, una patologia metabolica pericolosa soprattutto nelle femmine che portano gemelli.

Lattazione: sia nelle pecore che nelle capre da latte, il picco produttivo nelle prime settimane dopo il parto richiede un apporto energetico e proteico che il pascolo da solo difficilmente garantisce. Un buon mangime in questa fase sostiene la produzione senza intaccare eccessivamente le riserve corporee dell’animale.

Svezzamento e accrescimento degli agnelli e capretti: i giovani animali hanno bisogno di mangimi altamente digeribili e ricchi di proteine per crescere correttamente. Partire bene in questa fase significa arrivare alla vendita o alla rimonta con animali più sani e più pesanti.

Pascolo e mangime: come trovare il giusto equilibrio

Uno degli errori più frequenti è pensare al mangime come a qualcosa di separato dal pascolo. In realtà i due elementi vanno pensati insieme, come parti di una razione unica.

Quando il pascolo è abbondante e di buona qualità, la quota di mangime concentrato può essere ridotta. Quando invece il pascolo è scarso, siccitoso o di bassa qualità nutritiva, il mangime deve compensare di più. Nei mesi estivi in Sicilia e nelle aree mediterranee, ad esempio, il pascolo estivo tende a essere povero e secco: è proprio in quei periodi che una buona integrazione con mangimi composti evita cali produttivi importanti.

Il modo più preciso per impostare la razione è partire dall’analisi del foraggio disponibile e costruire il piano di integrazione su quella base. È un lavoro tecnico che vale la pena fare almeno una volta all’anno, soprattutto se si vogliono migliorare i risultati dell’allevamento. I mangimi per ovini e caprini di IMAR sono pensati proprio per questo tipo di integrazione, con formulazioni adatte alle diverse fasi produttive e alle condizioni tipiche degli allevamenti del territorio ibleo.

Domande frequenti

Posso usare lo stesso mangime per pecore e capre?
In linea generale è sconsigliato, soprattutto per la questione del rame. Le pecore sono molto sensibili a un eccesso di rame nella dieta, che può causare problemi epatici gravi. I mangimi formulati per caprini possono contenere livelli di rame non adatti alle pecore. Meglio usare prodotti specifici per specie o chiedere consiglio a un tecnico.

Quanto mangime serve a una capra da latte al giorno?
Come regola orientativa si considera circa 200-250 grammi di mangime concentrato per ogni litro di latte prodotto, oltre alla razione base di mantenimento. Una capra che produce 3 litri al giorno avrà quindi bisogno di circa 700-800 grammi di concentrato, sempre in abbinamento al foraggio.

I mangimi per ovini aiutano anche contro i parassiti?
Alcuni ingredienti come i tannini condensati presenti nella polpa di carruba hanno mostrato effetti positivi nel ridurre il carico di parassiti gastrointestinali negli ovini. Non sostituiscono i trattamenti veterinari, ma possono contribuire a una migliore resistenza dell’animale. Approfondisci nella sezione derivati della carruba.

Cosa succede se si eccede con i concentrati?
Troppi mangimi concentrati senza sufficiente fibra possono causare acidosi ruminale, un abbassamento del pH del rumine che provoca inappetenza, diarrea e nei casi gravi conseguenze più serie. L’introduzione dei concentrati va fatta sempre in modo graduale, aumentando le quantità nell’arco di qualche settimana.

Per saperne di più sui mangimi per ovini e caprini prodotti da IMAR o per ricevere un piano di razionamento personalizzato per il tuo allevamento, contatta il nostro team tecnico.