IL SACCARUBE
IL PROCESSO DI LAVORAZIONE DEL SACCARUBE

In sede di studi del progetto dell'impianto dell' I.MA.R. per la lavorazione della polpa di carruba e per la produzione di carrubina si è voluto dare la precedenza ai seguenti fattori:
• impiantistica conforme all'impiego di carrubina in alimentazione umana;
• salvaguardia delle caratteristiche nutritive del SACCARUBE con la Termizzazione;
• qualità costante del prodotto finale.
Perciò la definizione del progetto ha permesso di sviluppare un'impiantistica che non ridecesse i "plus" della carrubina. Un innovativo processo di lavorazione definito TERMIZZAZIONE che si basa sul rapporto ottimale fra temperature e tempi di essiccamento tali da non compromettere le peculiarità nutrizionali del prodotto finale, ma anzi migliorandole in modo da poter differenziare il saccaruba dalle altre carrubine.
Le fasi della lavorazione prevedono la separazione della polpa della carruba dal seme (carato), fase che si compie giornalmente solo per la quantità di carruba prevista per la produzione di saccarube.
A questo proposito è duopo citare il lavoro di Serra, Escriche, Fito, LLunch che evidenzia la variazione del contenuto zuccherino in assoluto, del tipo di zuccheri della polpa di carruba e l'alterazione che subiscono gli zuccheri a seconda del tempo che passa dal momento della frantumazione al momento del consumo tenendo conto delle differenziali di: temperatura, umidità, e presenza/assenza di aria.
Il seme segue un destino di lavorazione differente e la polpa fresca così ottenuta viene inviata agli stabilimenti I.MA.R. per essere nuovamente lavorata e trasformata in SACCARUBE.
Il processo di lavorazione che trasforma la polpa di carruba in SACCARUBE (carrubina) è il cuore della tecnologia di trasformazione I.MA.R..

Il processo di essiccamento

Tale processo di lavorazione prende il nome di TERMIZZAZIONE e prevede il soggiorno della polpa della carruba all'interno dell'impianto per un periodo di tempo predefinito ma con un controllo della temperatura a livelli costanti e non elevati e per un periodo sufficientemente lungo in modo da:
• essiccare delicatamente la polpa (cottura lenta) senza rischiare la carbonizzazione della parte superficiale;
• evitare il rischio di caramellizzazione degli zuccheri (temperatura alta);
• salvaguardare la struttura molecolare dell'amido e degli altri zuccheri;
• evitare l'alterazione e la distruzione dei tannini;
• evitare fenomeni di sovrapressione al momento dell'inizio della lavorazione che creano impaccamenti e zone di difficile essiccamento.
La fine del processo di TERMIZZAZIONE prevede la fase di raffreddamento rapido che permette la cristallizzazione del SACCARUBE e il mantenimento delle caratteristiche nutrizionali.

Il processo di micronizzazione

Successivamente il SACCARUBE passa nel micronizzatore che ha la funzione di polverizzare la polpa così ottenuta in particelle di diametro previsto; questo è possibile grazie all'ausilio di setacci di diametro variabile che garantiscono l'omogeneità del diametro del prodotto finale. Ogni passaggio al setaccio è controllato in automatico e le particelle di diametro superiore al previsto sono rinviate al micronizzatore.
E' grazie a ciò che il diametro del SACCARUBE è così costante che permette numerosi vantaggi:
• costanza della qualità;
• migliore influenza sulla digeribilità dei costituenti del SACCARUBE;
• migliore miscelazione nei mangimi.

Controllo di qualità e confezionamento

L'impianto di lavorazione è conforme alle norme UNI. La qualità del SACCARUBE è garantita dall'impianto che è stato completamente costruito in acciaio inox in conformità alle norme per l'impiego del SACCARUBE in alimentazione umana.



Mangificio I.MA.R. s.r.l.
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